Vivere lasciando vivere la terra. Il muro in pietra a secco.
Un elemento del paesaggio che all’apparenza può sembrare molto semplice, il muro in pietra a secco è costituito da sassi e massi sistemati una sopra l’altro senza l’aiuto di altri materiali. Questa tecnica di composizione e costruzione, in realtà è una vera e propria arte, custode di un immenso valore ambientale, culturale e sociale, tanto da essere stata iscritta nel 2018 dall’UNESCO nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell’umanità, perché rappresenta “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura”. Testimonianza dei metodi usati dalla preistoria ai giorni nostri per organizzare la vita e gli spazi lavorativi, i muretti a secco erano diffusi in Valmalenco per suddividere i terreni, come quelli che circondano i pascoli per allevare il bestiame, ma soprattutto utilizzati per creare quell’infinito mosaico di terrazzamenti sui versanti delle montagne, costruiti da generazioni di contadini per creare campi e prati coltivabili. Gli antichi muri a secco possono anche aiutarci nella sfida epocale, quella di aumentare la resilienza del territorio al cambiamento climatico, scopriamo come. I muretti a secco in pietra sono uno spazio vitale prezioso, non solo per l’uomo ma anche per le piante e gli animali, che qui, tra gli interstizi delle pietre, trovano condizioni favorevoli per vivere e diffondersi: uno scrigno di pietra custode della biodiversità della fauna e della flora spontanea; sono corridoi ecologici, per insetti, piccoli rettili, anfibi, uccelli che trovano infiniti anfratti tra le pietre, dove rifugiarsi e nidificare. Vicino ai muri a secco si crea un microclima particolare che permette di superare i periodi più duri di siccità: la pietra raccoglie l'umidità dell'aria e la cede gradualmente al terreno. Ma non solo: lungo i muri a secco l’acqua piovana rallenta e scorre via nelle fessure tra le pietre, per poi venire raccolta nelle canalette. È per questo motivo che questi manufatti rivestono un ruolo vitale di difesa del suolo e prevenzione dalle frane. La tecnica del muro a secco è una pratica antica che cambia a seconda della funzione, che si adatta alle caratteristiche ambientali di ogni luogo e che si serve di pochi semplici materiali reperibili direttamente in loco. Un elemento dunque unico e versatile che si trasforma da paesaggio a paesaggio, di regione in regione. È un sapere tradizionale che viene tramandato da generazioni, messo in crisi oggi dall’abbandono delle aree rurali e dai grandi cambiamenti della produzione agricola, ma ancora vivo grazie alle tante maestranze locali e scuole di artigiani presenti anche in provincia di Sondrio. I muretti a secco sono testimoni di un modo di “vivere lasciando vivere la terra”, che oggi stiamo dimenticando. Un elemento che riconnette l’uomo alla natura, un patrimonio fondamentale, da conservare, proteggere e valorizzare anche come utile baluardo al cambiamento climatico.