I muretti a secco
Il riconoscimento da parte dell'Unesco dell'arte del muro a secco quale patrimonio immateriale dell'umanità è il risultato di un movimento, attivo in Italia e in altri paesi, fatto non solo di studi e convegni ma anche di scuole e di corsi, di riattivazione di una pratica da condividere. L'arte del muro a secco è un catalizzatore di energie indirizzate alla cura dinamica del paesaggio, alla rivitalizzazione dei meccanismi della trasmissione del sapere manuale e della capacità di cooperazione. Nel novembre del 2018 il comitato intergovernativo dell'Unesco su candidatura presentata da Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera ha approvato l'inserimento delle conoscenze e delle tecniche per la realizzazione dei muri a secco nell'elenco del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. In sede di decisione questo patrimonio è stato così inquadrato dal comitato: l'arte dei muri a secco consiste nei saperi connessi alla realizzazione di costruzioni in pietra sovrapponendo le pietre una all'altra senza utilizzo di altri materiali, con l'eccezione, talvolta, di terriccio. Le strutture di pietra a secco sono diffuse nella maggior parte delle aree rurali, sia all'interno che all'esterno dei centri abitati e non sono sconosciute nelle aree urbane. La solidità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento delle pietre. Le costruzioni a secco hanno modellato numerosi e differenti tipi di paesaggio, dando luogo a modelli abitativi, agricoli e zootecnici. Queste strutture evidenziano i metodi e le tecniche utilizzate dai gruppi umani, dalla preistoria ad oggi, per organizzare i propri spazi di lavoro e di abitazione ottimizzando le risorse umane e naturali localmente disponibili. Esse svolgono un ruolo cruciale nel prevenire i movimenti franosi, le alluvioni e le slavine, nonché nel contrastare la desertificazione e l'erosione del suolo, nel promuovere la biodiversità e nel predisporre adeguate condizioni microclimatiche per l'attività agricola. Chi esercita e trasmette queste conoscenze sono le comunità rurali, ma anche gli operatori professionali del settore edilizio. Le strutture a secco si armonizzano sempre perfettamente nel contesto ambientale e la tecnica rappresenta un esempio di rapporto armonioso tra l'uomo e la natura. La trasmissione di questa pratica è avvenuta attraverso la sua stessa applicazione, adattata alle particolari condizioni di ciascun luogo.
Requisito per il riconoscimento di un elemento nell'elenco del patrimonio immateriale dell'umanità è il suo rappresentare un elemento vivo, funzionale alle esigenze attuali. Da questo punto di vista il comitato dell'Unesco si è espresso in questi termini: l'arte del muro a secco rappresenta una tradizione vivente che si è sempre più perfezionata in funzione di una gestione sostenibile del patrimonio culturale, delle terre coltivate, delle abitazioni e del loro contesto. Nell'ambito di chi la pratica, le conoscenze e le abilità si trasmettono attraverso il lavoro congiunto di abili maestri e di apprendisti ma anche attraverso workshop, attività di formazione professionale, corsi e molti altri modi. la pratica implica una stretta cooperazione tra i membri della comunità, così da rafforzare la coesione sociale e la collaborazione tra famiglie e tra vicini. In quanto elemento diffuso ma al tempo stesso caratteristico del paesaggio culturale, esso infonde in tutti i praticanti un forte senso di identità. L'arte del muro a secco combina una tecnica diffusa con il riguardo per le specifiche condizioni locali e l'uso del materiale di costruzione disponibile localmente. Nel valorizzare il carattere condiviso del sapere tradizionale, essa risponde all'esigenza di sistemazione del terreno a fini agricoli e di utilizzo della pietra per la realizzazione di strutture altamente funzionali.
Il comitato non mancava di aggiungere come l'arte del muro a secco non solo rappresenta un ottimo esempio del ruolo del patrimonio immateriale nella creazione e nel mantenimento degli ambienti umani ma, attraverso la sua larga diffusione e l'attiva protezione di cui godono gli elementi materiali più significativi realizzati con questa tecnica, uno strumento di promozione del patrimonio immateriale in generale.