Fino alla metà del Novecento, la Valmalenco – e in particolare Lanzada – era caratterizzata dalla presenza diffusa delle calchère, piccole fornaci per la produzione artigianale di calce, fondamentali per l’edilizia locale. Queste strutture, a conduzione familiare, rappresentavano un'importante risorsa economica e sociale, legata alla necessità di sopravvivenza e all’ingegno delle comunità alpine. Con il dopoguerra e l’avvento dell’industria, le calchère vennero progressivamente dismesse, ma restano oggi preziosa testimonianza di archeologia industriale e cultura materiale.
Le calchère della frazione di Tornadri, le meglio conservate, si trovano lungo il sentiero per l'alpe Brusada, vicino alla cascata de la Pisa, e raccontano storie di fatica, solidarietà e saperi antichi. Queste fornaci, nate per resistere alla fame e all’emigrazione, sono oggi un simbolo dell’identità culturale ed ecologica della Valmalenco, un patrimonio paesaggistico irripetibile da riscoprire attraverso un turismo sostenibile e consapevole.